Le operazioni di immissione in ruolo non riguardano soltanto i docenti che ottengono un contratto a tempo indeterminato. Ogni assunzione, infatti, produce effetti immediati anche sulle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), modificando l’ordine degli aspiranti e aumentando le possibilità di nomina per chi resta in graduatoria. È un meccanismo che, anno dopo anno, influisce in maniera significativa sulle assegnazioni delle cattedre e sull’andamento delle supplenze.
Immissioni in ruolo e l’attribuzione delle supplenze da GPS con lo scorrimento delle graduatorie
Quando un docente viene assunto a tempo indeterminato, attraverso un concorso oppure mediante le procedure previste per il sostegno, la sua posizione non continua a produrre effetti nelle graduatorie utilizzate per le successive nomine. L’assunzione, infatti, determina la cancellazione dagli elenchi utili per quelle procedure, evitando che lo stesso candidato possa ottenere un’altra proposta incompatibile con il ruolo già acquisito. Questo consente alle graduatorie, per così dire, di “alleggerirsi”: ogni docente assunto, in buona sostanza, lascia spazio a chi segue. L’effetto è evidente soprattutto nelle province dove il numero delle immissioni in ruolo è elevato. Molti aspiranti vedono migliorare la propria collocazione anche di decine, in alcuni casi centinaia, di posizioni. Di conseguenza, aumentano le possibilità di ottenere una supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche.
La domanda delle 150 preferenze e l’importanza della rinuncia dopo il ruolo
Un aspetto particolarmente importante è quello che riguarda la domanda per le 150 preferenze. Chi ha già ottenuto il ruolo non dovrebbe mantenere attiva una richiesta finalizzata all’assegnazione di una supplenza. Lasciare la domanda senza procedere alla rinuncia, infatti, può creare importanti “effetti indesiderati” durante l’elaborazione informatizzata delle nomine. L’algoritmo potrebbe attribuire una sede a un docente che non potrà logicamente accettarla, rallentando così le operazioni e ritardando lo scorrimento verso gli aspiranti successivi. Per questo motivo è considerata una scelta corretta, oltre che funzionale al buon andamento delle procedure, rinunciare alla domanda una volta perfezionata l’assunzione a tempo indeterminato.
Rifiuto del ruolo e conseguenze sulle supplenze
Le regole prevedono anche specifiche conseguenze in caso di rinuncia a una proposta di assunzione in alcune procedure di reclutamento, come la mini call veloce. Se il candidato partecipa alla procedura ma poi rifiuta la sede assegnata (o non risponde entro i 5 giorni previsti) scatta una sanzione particolarmente severa: per l’intero anno scolastico, infatti, non potrà ottenere nessuna supplenza, da nessuna graduatoria. L’esclusione, infatti, riguarda sia le nomine da GPS sia quelle da graduatoria d’istituto, e si estende anche alla partecipazione agli interpelli.