In questi giorni, si stanno susseguendo i vari turni di nomina delle supplenze dalle Graduatorie Provinciali per le Supplenze. Molti docenti precari che hanno già ottenuto un orario parziale si chiedono se il sistema informatico ministeriale possa assegnare loro una frazione di una cattedra intera rimasta libera per consentire il completamento dell’orario di servizio. È bene sapere che l’algoritmo ministeriale lavora secondo regole preimpostate di tipo binario e non effettua operazioni di frazionamento arbitrario sui posti inseriti nel sistema. Vediamo, in dettaglio, il meccanismo.
Nomine supplenze da GPS: le regole dell’algoritmo ministeriale su spezzoni e completamento orario
Per comprendere il motivo di questa rigidità , nell’ambito della procedura di attribuzione delle supplenze da Graduatorie Provinciali, occorre analizzare la modalità con cui gli Uffici Scolastici Provinciali caricano le disponibilità nella piattaforma informatica prima di avviare l’elaborazione delle nomine. L’ufficio territoriale inserisce a sistema tutte le supplenze disponibili così come si presentano, mantenendo la distinzione originaria tra posti interi e spezzoni, a prescindere dalle singole posizioni o dalle esigenze personali dei candidati in graduatoria. Quando la procedura automatizzata scorre l’elenco degli aspiranti in ordine di punteggio e raggiunge la posizione di un docente che risulta già titolare di uno spezzone orario (ad esempio di dieci ore ottenuto in un precedente bollettino), il sistema incrocia i dati per verificare le opzioni di completamento e la capienza dell’orario massimo contrattuale.
L’incompatibilità del frazionamento automatico e le opzioni di completamento
Nel momento in cui l’algoritmo individua un posto intero, non possiede la funzione informatica di “spezzare” quella cattedra per attribuirne soltanto la quota necessaria al completamento del candidato. Poiché l’assegnazione dell’intera cattedra determinerebbe un superamento del limite orario settimanale consentito dal contratto nazionale, il sistema scarta la cattedra intera per quel determinato docente e prosegue la ricerca. L’algoritmo valuterà di fatto esclusivamente le altre preferenze di tipo spezzone inserite dall’aspirante nell’istanza, purché compatibili con la sede, con l’orario già svolto e con le modalità di completamento prescelte. Il posto intero scartato verrà , quindi, offerto integralmente al primo candidato successivo in graduatoria che abbia espresso la relativa preferenza e che sia nelle condizioni di accettarlo per intero.
La facoltà dei dirigenti scolastici e il ruolo dell’Ordinanza Ministeriale
La situazione è diversa quando un frazionamento della cattedra viene valutato direttamente a livello di singola istituzione scolastica. Come specificato nell’Ordinanza Ministeriale N. 27/2026, la possibilità di spezzare una cattedra intera per favorire il completamento orario di un docente rappresenta una mera facoltà per l’amministrazione e non un obbligo vincolante per le scuole. Nella pratica quotidiana, la maggior parte dei dirigenti scolastici sceglie di non dividere le cattedre integre. La decisione di frazionare un posto genera, infatti, residui orari difficili da coprire e costringe gli istituti a dover ricercare ulteriori supplenti per le ore rimanenti, creando problemi di gestione dell’orario scolastico e potenziale discontinuità didattica.