Una laurea non dà automaticamente accesso a una classe di concorso. È questo il punto sul quale l’USR Sardegna ha richiamato l’attenzione di chi intende insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Con un avviso pubblicato il 22 settembre, l’Ufficio Scolastico Regionale ha invitato gli aspiranti docenti a controllare personalmente il possesso dei requisiti previsti dalla normativa, mettendo a confronto il proprio titolo di studio con gli esami presenti nel piano di studi. Il controllo deve tenere conto anche delle eventuali richieste aggiuntive in termini di CFU, CFA e settori scientifico-disciplinari. Non spetta quindi all’USR effettuare preventivamente la verifica del percorso universitario del singolo aspirante. L’Ufficio lo ha precisato espressamente: non rientra nelle sue competenze stabilire, caso per caso, quali esami o crediti debbano essere recuperati per accedere a una determinata classe di concorso.
Titoli di accesso alle classi di concorso: cosa devono controllare i docenti
Il quadro delle classi di concorso è regolato da una serie di provvedimenti che, nel tempo, hanno modificato denominazioni, accorpamenti e requisiti. L’avviso dell’USR Sardegna richiama in particolare il DPR 19/2016, il DM 259/2017 e le successive disposizioni di revisione e aggiornamento. Il DPR n. 19 del 2016 ha individuato le classi di concorso della scuola secondaria attraverso specifici codici e relative tabelle, stabilendo anche i titoli necessari per l’accesso. Negli anni successivi il sistema è stato ulteriormente modificato. Tra gli interventi più recenti citati dall’USR c’è il DI 22 dicembre 2023, n. 255, che ha rivisto e aggiornato la tipologia delle classi di concorso. Il provvedimento ha comportato anche diversi accorpamenti: documenti ministeriali successivi, per esempio, riportano il passaggio di alcune precedenti classi nelle nuove A-12, A-22, A-30 e A-48.
La laurea può non essere sufficiente
È proprio questo uno degli aspetti sui quali l’USR invita a prestare maggiore attenzione. Il possesso del titolo di studio indicato nella tabella di una classe di concorso non significa necessariamente avere già tutti i requisiti richiesti. Per diverse classi possono essere necessari specifici esami universitari o CFU, anche distribuiti in determinati settori scientifico-disciplinari. L’avviso dell’USR Sardegna ha richiamato espressamente questa condizione invitando gli aspiranti a effettuare un’analisi comparativa tra il titolo posseduto e il proprio piano di studi. Un esempio è quello che riguarda le modifiche intervenute per A-26 Matematica e A-28 Matematica e scienze, per le quali il DI 20 novembre 2023, n. 221 ha integrato i requisiti di accesso. Anche questo provvedimento è indicato dall’USR tra i riferimenti da consultare.
Prima del concorso bisogna controllare anche il bando
L’USR Sardegna (qui trovate il testo integrale dell’avviso) ha fatto un’altra precisazione importante. Anche quando si ritiene di possedere i requisiti previsti dalla relativa tabella, per partecipare a una procedura concorsuale occorre fare riferimento al bando specifico. È il bando, infatti, a disciplinare la procedura e a richiamare le disposizioni normative applicabili. L’USR Sardegna ha ricordato, inoltre, che, durante le procedure, l’Amministrazione effettua i controlli sul possesso dei requisiti dichiarati dai candidati nelle domande di partecipazione. Questo rende particolarmente importante verificare la propria posizione prima della presentazione della domanda. Un errore nella valutazione del titolo o degli esami richiesti può, infatti, emergere successivamente durante i controlli dell’Amministrazione.