Una docente con un titolo di specializzazione sul sostegno conseguito in Romania rischiava di restare fuori dalla procedura per le supplenze dell’anno scolastico 2026/2027. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito le aveva negato il riconoscimento del titolo, escludendola di fatto dalla compilazione delle 150 preferenze GPS. Il TAR Lazio è intervenuto in via cautelare e ha sospeso il diniego, riconoscendo il rischio di un danno immediato per la docente. Una decisione che riguarda da vicino tutti gli insegnanti con titoli esteri ancora in attesa di riconoscimento.

Titoli esteri sostegno: il nodo delle 150 preferenze GPS

Il punto centrale del ricorso riguarda proprio la domanda delle 150 preferenze. Secondo il TAR, il diniego ministeriale avrebbe impedito alla docente di accedere alla procedura informatizzata necessaria per concorrere all’assegnazione degli incarichi di supplenza per l’anno scolastico 2026/2027.

Per questo motivo il Collegio ha ritenuto sussistente un pregiudizio grave e immediato e ha disposto la sospensione del provvedimento prima della scadenza dei termini per la presentazione delle preferenze. La pronuncia mette in evidenza come l’esclusione dalla procedura delle 150 sedi possa compromettere l’intero anno lavorativo di un docente, tanto da richiedere un intervento urgente del giudice amministrativo.

Il riconoscimento dei titoli esteri va valutato caso per caso

L’ordinanza affronta anche il tema più ampio del riconoscimento dei titoli esteri di sostegno. Secondo il TAR, un rigetto generico non basta: il Ministero dovrà riesaminare la posizione della docente valutando il percorso formativo seguito, l’esperienza professionale maturata e la normativa europea sul riconoscimento delle qualifiche professionali, verificando anche l’eventuale applicazione delle misure compensative previste dall’ordinamento.

Effetti anche su altri ricorsi pendenti

La pronuncia potrebbe diventare un riferimento utile per molti docenti che hanno ricevuto provvedimenti di rigetto simili e che rischiano di restare esclusi dalla procedura delle 150 preferenze. Gli avvocati Antonio Rosario Bongarzone e Paolo Zinzi, difensori della docente, evidenziano come sia importante agire in tempo quando il diniego rischia di incidere direttamente sulla possibilità di ottenere incarichi di supplenza o altre utilità collegate alle graduatorie.