Secondo i dati parziali del MUR sulle immatricolazioni all’università nel 2026, si registrerebbe un calo pari al 3,3% sul numero delle matricole rispetto al 2025. I rettori invitano a non cedere agli allarmismi e ad attendere la fine ufficiale delle iscrizioni, prevista a fine mese. Sui dati potrebbero infatti pesare i ritardi causati dal semestre filtro a Medicina.
Università 2026: matricole in calo del 3,3%
Da un controllo effettuato dal MUR a fine febbraio, sembra che nel 2026 si sia registrato un calo del numero delle iscrizioni all’università. I nuovi iscritti quest’anno sono al momento 327.468. Mentre nello stesso periodo del 2025 erano 338.893. Numeri che si traducono ina riduzione del 3,3%. Ad incidere sul quadro generale sarebbe ancora una volta il calo demografico, cui si aggiunge l’introduzione del semestre filtro a Medicina.
Si stanno infatti concludendo in queste settimane le immatricolazioni per chi doveva ancora recuperare i debiti formativi accumulati negli appelli d’esame in Fisica, Chimica e Biologia. I rettori si aspettano che i dati finali sulle immatricolazioni aiutino ad appianare le differenze numeriche rispetto all’anno scorso. Non a caso, a perdere studenti sarebbero state soprattutto le facoltà medico-scientifiche.
Le facoltà più colpite
Come anticipato, a riscontrare il calo di matricole più evidente sono state le facoltà del comparto medico-sanitario-farmaceutico, dove si è passati da 41.737 iscritti a 37.770, con una diminuzione del 9%. Le Stem passano da 33.753 iscritti a 27.595, con un calo del 18%. Mentre Veterinaria registra una riduzione di iscritti del 22% (6.653 nel 2025 VS 5.202 nel 2026). In calo anche Informatica, che passa da 9.859 a 8.997 studenti.
Di contro, fra le Stem, cresce dell’8% Ingegneria Industriale e dell’Informazione, che passa da 41.403 iscritti a 44.901. Si attestano in crescita anche Economia (+2%) e Giurisprudenza (+4%). Restano infine stabili le facoltà umanistiche.
