Manca pochissimo alla scadenza per chi vuole ottenere un’utilizzazione per il prossimo anno scolastico. Il personale ATA ha infatti tempo fino al 4 agosto 2026 per presentare domanda e prestare servizio, per un anno, in una sede diversa da quella di titolarità . Si tratta di uno strumento previsto dal CCNI utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, pensato per rispondere a situazioni specifiche di soprannumero, esubero o mancanza di sede definitiva.
Chi può chiedere l’utilizzazione ATA per il 2026/27
Il CCNI individua diverse categorie di personale ATA che possono presentare domanda di utilizzazione. Rientrano tra i destinatari principali:
- I lavoratori soprannumerari nell’organico della scuola di titolarità ;
- Chi è stato trasferito d’ufficio o a domanda condizionata negli anni precedenti;
- Chi è stato riassegnato dopo il dimensionamento scolastico in un comune diverso da quello di provenienza;
- Il personale restituito ai ruoli e assegnato a una sede non tra quelle richieste;
- Chi è privo di sede definitiva;
- Chi si trova in una condizione di esubero o proviene da una provincia con situazione di esubero;
- Chi è stato assunto a tempo indeterminato dal 1° settembre dell’anno precedente senza vedere soddisfatta nessuna delle preferenze espresse;
- I funzionari titolari di incarico di DSGA dichiarati inidonei alle proprie mansioni;
- Il personale dichiarato inidoneo al profilo ma utilizzabile in un altro profilo compatibile;
- Il personale dell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione assegnato dopo il dimensionamento in un comune o distretto subcomunale diverso da quello originario.
Restano valide anche le situazioni legate a restituzione ai ruoli, rapporto di lavoro a tempo parziale e riconversione professionale, secondo quanto già previsto dal contratto.
Come si calcola il punteggio per l’utilizzazione
Il punteggio si basa su diversi criteri legati al servizio prestato. Per ogni mese, o frazione superiore a 15 giorni, di servizio di ruolo nel proprio profilo vengono attribuiti 2 punti, con un punteggio aggiuntivo per chi ha prestato servizio nelle scuole delle piccole isole. Anche il servizio non di ruolo concorre al punteggio, ma con valori diversi a seconda del tipo di operazione: 2 punti al mese nelle operazioni a domanda, 1 punto al mese in quelle d’ufficio. Il servizio prestato presso Pubbliche Amministrazioni o enti locali vale invece 1 punto per ogni anno o frazione superiore a sei mesi.
Il peso della continuità nella scuola di titolaritÃ
Un fattore che incide molto sul punteggio finale è la continuità di servizio. Chi ha prestato servizio senza interruzioni per almeno un triennio nella scuola di attuale titolarità ottiene 8 punti per ogni anno entro il quinquennio, che salgono a 12 punti per ogni anno oltre il quinquennio. Anche in questo caso il punteggio raddoppia per chi ha lavorato nelle piccole isole. Per le operazioni d’ufficio sono previsti ulteriori 4 punti per ogni anno intero di servizio di ruolo svolto senza interruzioni nella sede di attuale titolarità .
Il bonus una tantum di 40 punti
Un altro elemento importante e da non sottovalutare riguarda il punteggio aggiuntivo una tantum di 40 punti, riconosciuto al personale che, nel periodo indicato dal contratto, non ha presentato domanda di trasferimento o passaggio provinciale, oppure l’ha revocata nei termini previsti. Un incentivo pensato per chi ha scelto di rimanere nella propria sede pur avendone la possibilità di lasciarla, e che può risultare decisivo nella formazione della graduatoria finale.
