All’interno di una procedura legata ad un concorso scuola può accadere che una norma, nata con finalità ben diverse, finisca per produrre effetti inattesi. È quanto denunciano oltre 700 docenti vincitori del concorso PNRR3, che chiedono un intervento urgente del Ministero dell’Istruzione e del Merito per evitare la cancellazione dalle graduatorie di merito dopo il superamento dell’anno di prova nel precedente ruolo. La vicenda riguarda insegnanti che hanno partecipato all’ultima procedura concorsuale per ottenere un diverso insegnamento o avvicinarsi alla propria provincia di residenza. Pur avendo superato il concorso, molti di loro potrebbero non essere assunti immediatamente, poiché le graduatorie avranno validità triennale e le immissioni in ruolo saranno distribuite tra il 2026 e il 2028.
Concorso PNRR3: perché alcuni vincitori rischiano di essere cancellati dalle graduatorie
Il problema legato ad una possibile cancellazione dalle graduatorie di merito del concorso PNRR3 nasce dall’intreccio tra le diverse procedure concorsuali PNRR e la disciplina prevista dall’articolo 13, comma 5, del decreto legislativo 59/2017. Durante l’anno scolastico 2025/26 numerosi docenti, già assunti con le precedenti procedure concorsuali o dalle GPS sostegno, hanno svolto il periodo annuale di formazione e prova. Nello stesso tempo, hanno partecipato al concorso PNRR3, bandito nell’ottobre 2025, risultando successivamente vincitori.
L’aspetto contestato riguarda proprio il momento della conferma in ruolo. La normativa vigente stabilisce, infatti, che, una volta concluso positivamente l’anno di prova, il docente venga cancellato dalle altre graduatorie di merito nelle quali è inserito. Per chi non rientrerà nel primo contingente di assunzioni previsto quest’estate, il rischio sarà quello di essere confermato nel ruolo attuale e, nello stesso momento, perdere il diritto a essere assunto negli anni successivi attraverso la graduatoria del concorso PNRR3 appena conquistata. “La discriminazione rasenta il grottesco – sottolineano gli insegnanti – Se un docente avesse congelato l’anno di prova per maternità o dottorato, o persino se fosse stato bocciato all’anno di prova, oggi manterrebbe intatto il diritto a essere assunto dal PNRR3 nel 2027 o 2028. L’unico punito è chi ha svolto tutto in modo impeccabile e nei tempi previsti dalla Pubblica Amministrazione”.
La beffa kafkiana dei docenti “troppo meritevoli”: l’appello al Ministero dell’Istruzione
A promuovere la mobilitazione è un coordinamento spontaneo guidato dal docente Roberto Turati, che ha raccolto oltre 700 adesioni e inviato un appello al sottosegretario Paola Frassinetti, al capo della segreteria Giovanni Russo e al ministro Giuseppe Valditara. Tra i passaggi più significativi di un comunicato diffuso alla stampa si legge: “Siamo ‘abbastanza in ruolo’ da non poterci iscrivere agli elenchi regionali, ma ‘non abbastanza’ da poter cambiare sede tramite concorso come tutti i docenti già confermati in ruolo? Vi renderete certo conto che è un paradosso illogico.” Secondo i firmatari, la norma del 2017 era stata introdotta per evitare il permanere dei docenti in più graduatorie contemporaneamente, ma la sua applicazione alle nuove procedure PNRR determinerebbe un effetto non previsto dal legislatore.
La richiesta di un intervento entro il 31 agosto
Nel documento, i docenti vittima di questa ingiustizia evidenziano anche il fatto che la questione sia stata oggetto di un’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Francesca Ghirra: tuttavia, si chiede un intervento normativo urgente. L’ipotesi avanzata dal coordinamento è quella di consentire il congelamento della posizione nelle graduatorie di merito PNRR3 fino all’effettiva immissione in ruolo prevista nel triennio di validità delle graduatorie. I docenti sottolineano di voler privilegiare una soluzione amministrativa o legislativa, evitando il ricorso ai tribunali. Nell’appello, infatti, si legge: “Nessuno di noi vorrebbe ricorrere al TAR contro la nostra stessa istituzione che quotidianamente rappresentiamo.”
In assenza di un chiarimento ministeriale o di una modifica normativa, però, la vicenda potrebbe sfociare in un ampio contenzioso amministrativo. Tutto ciò viene definito “Una storia d’ordinaria follia ministeriale nata dal sovrapporsi convulsivo delle procedure concorsuali PNRR1, PNRR2 e PNRR3, e che ora rischia di trasformarsi nel ennesimo, devastante contenzioso giudiziario davanti al TAR e alla Corte Costituzionale.
