Mentre proseguono i ricorsi dei precari per la carta del docente, unitamente alle vittorie dei ricorrenti stessi, viene sottolineata un’emergenza: l’intasamento delle aule di tribunale, che si ripercuote sul regolare funzionamento dei tribunali. L’allarme è stato lanciato dal presidente del Tar Piemonte, Raffaele Prosperi, al Corriere della Sera, secondo il quale a creare questa situazione è soprattutto la moltitudine di ricorsi per ottemperanza, a seguito della mancata esecuzione delle sentenze da parte del MIM. A monte però il problema è un altro ancora: la mancata presa di coscienza da parte del Ministero, che non interviene sulla questione estendendo una volta per tutte il bonus a tutti i docenti precari.
Troppi ricorsi per la carta del docente
In Piemonte nel 2024 si è arrivati quasi a quota 900 ricorsi per richiedere la carta del docente, e nei pochi mesi del 2025 già 261 su 455 ricorsi sono relativi al bonus in questione. Una situazione, questa, che sta diventando ormai insostenibile. Le criticità sono state riassunte proprio dal presidente del Tar Piemonte, Raffaele Prosperi, dove la realtà dei contenziosi è particolarmente messa a dura prova: quella che si starebbe realizzando è “una sorta di disfunzione a catena: gli uffici dell’Istruzione che non corrispondono le somme dovute per la carta del docente, gli insegnanti che agiscono davanti al tribunale del lavoro, ordinario, le cui sentenze non vengono eseguite in massa dall’Amministrazione con la conseguenza che gli insegnanti devono promuovere il giudizio di ottemperanza alle sentenze del giudice ordinario dinanzi a noi. È del tutto evidente quante conseguenze negative derivano da tali mancati pagamenti, tra l’altro ammontanti a circa 500 euro annuali, ma tali da creare l’esplosione del contenzioso davanti al giudice del lavoro, i giudizi di esecuzione dinanzi al giudice amministrativo e la loro difficile risoluzione in tempi brevi, senza contare anche le difficoltà all’Avvocatura dello Stato”.
La situazione non è più rosea in altre realtà giudiziarie. Dal Tar Toscana, ad esempio, viene reso noto come nel 2024 si sono avuti oltre 500 ricorsi rivolti alla carta del docente. Numeri quindi, anche questi, piuttosto importanti.
Urge un intervento normativo
Come fa capire Prosperi la questione della carta del docente non può più essere risolta per via giurisdizionale. Il Ministero dovrebbe prendere atto dell’enorme mole di vittorie che i ricorrenti stanno ottenendo, col conseguente perenne ‘status’ soccombente dell’amministrazione. Vista l’allarme che si sta generando nelle aule di tribunale, mettendo a rischio l’andamento della giustizia, a questo punto l’unica soluzione è quella dell’adozione di un provvedimento normativo “che risolva la questione una volta per tutte, poiché è evidente che ciò non vuol dire rendere giustizia, ma solamente intasare un Tribunale impedendogli o limitando le funzioni che gli sono realmente commesse dall’ordinamento giuridico.” L’alternativa sarebbe quella di una specifica previsione all’interno del CCNL.