La giurisprudenza sembra essersi palesemente schierata a favore dei precari quando si parla di carta del docente. Nelle aule di tribunale sta infatti continuando il ‘trend’ dei ricorsi vinti in danno del Ministero. E se il nodo principale dell’estensione del bonus anche ai precari domina le sentenze, i giudici sembrano esprimersi favorevolmente anche su un altro aspetto: la decadenza delle somme residue. Vediamo di seguito i dettagli,
Carta del docente: le somme non spese non andrebbero azzerate
Il 2025 si è aperto con una bella notizia almeno per i precari con contratto al 31 agosto: poter finalmente beneficiare della carta del docente in maniera strutturale. Ad oggi non è però ancora stato adottato il decreto attuativo con cui corrispondere concretamente il buono a questi supplenti, e si fa sempre più evidente l’ipotesi che il provvedimento possa vedere la luce per l’a.s 2025/26. Nel frattempo proseguono le sentenze a favore anche di tutti gli altri precari (con contratto al 30 giugno e che abbiano svolto almeno 180 giorni di servizio). Il MIM, sempre soccombente, si ritrova a corrispondere somme anche di oltre 3 mila euro a ricorrente.
Ma c’è anche un altro punto: la decadenza delle somme residue non spese non dovrebbe essere messa in atto secondo la giurisprudenza dominante, perchè, secondo i giudici, il semplice decorso del termine non annulla il diritto al bonus, e il docente può sempre richiedere il riconoscimento della somma non utilizzata. In buona sostanza, quindi, il diritto dovrebbe continuare a restare valido, senza che gli insegnanti interessati si vedano azzerare le somme non spese, come accaduto, ad esempio, ad inizio dell’a.s 2024/25 ai supplenti al 31 agosto che nell’a.s 2023/24 si erano visti riconoscere la carta del docente.