Nel comparto scuola resta centrale il tema dei contratti a termine utilizzati per periodi prolungati. Il Tribunale di Nocera Inferiore – Sezione Lavoro ha riconosciuto l’abuso oltre i 36 mesi, condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito al risarcimento del danno secondo la nuova disciplina introdotta dal Decreto “Salva Infrazioni”.
Contratti a termine nella scuola e abuso riconosciuto dal Tribunale
Con sentenza a motivazione contestuale, il giudice del lavoro Angelo De Angelis ha accolto il ricorso presentato nell’interesse di una docente che aveva prestato servizio con una successione di contratti a tempo determinato per complessivi 64 mesi, dal 2017 al 2025. Secondo il Tribunale, la reiterazione delle supplenze non aveva carattere temporaneo ed eccezionale, ma risultava funzionale alla copertura di esigenze stabili e durevoli dell’amministrazione scolastica. Una condotta ritenuta in contrasto sia con la normativa nazionale sul lavoro a termine, sia con il diritto dell’Unione europea, come interpretato dalla Corte di Giustizia UE.
La docente, assistita dagli avvocati Aldo Esposito e Ciro Santonicola, ha documentato in giudizio la continuità dei rapporti, dimostrando l’uso sistematico delle supplenze per bisogni strutturali.
Il limite dei 36 mesi come indice dell’abuso
Un passaggio centrale della sentenza riguarda la soglia dei 36 mesi, individuata come indice presuntivo dell’abuso. Il Tribunale afferma che la successione di contratti a tempo determinato oltre tale limite è di per sé sintomatica di un fabbisogno non temporaneo.
In motivazione si legge che, nel settore scolastico, il superamento dei 36 mesi comporta il diritto automatico al risarcimento del danno, pur restando fermo il divieto di conversione del contratto a tempo indeterminato nel pubblico impiego. Non è quindi richiesta al lavoratore un’ulteriore prova sulla natura stabile delle esigenze.
Risarcimento danni e applicazione del Decreto Salva Infrazioni
La decisione si distingue anche per l’applicazione della nuova disciplina risarcitoria introdotta dal decreto-legge n. 131/2024, convertito nella legge n. 166/2024, noto come Decreto Salva Infrazioni. La norma ha riscritto l’art. 36 del d.lgs. 165/2001, prevedendo che, in caso di abuso dei contratti a termine, il giudice possa riconoscere un’indennità da 4 a 24 mensilità dell’ultima retribuzione utile ai fini del TFR, tenendo conto della durata del rapporto e del numero dei contratti.
Nel caso concreto, il Tribunale ha liquidato un’indennità pari a 5 mensilità, per un importo complessivo di 8.074,55 euro, calcolato su una retribuzione mensile di 1.614,91 euro, oltre agli interessi legali dalla pubblicazione della sentenza al soddisfo. Esclusa la rivalutazione monetaria, in linea con l’orientamento della Corte Costituzionale
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Tribunale | Nocera Inferiore – Sezione Lavoro |
| Periodo di servizio | 2017–2025 (64 mesi) |
| Abuso riconosciuto | Contratti a termine oltre 36 mesi |
| Normativa applicata | Decreto Salva Infrazioni (L. 166/2024) |
| Mensilità riconosciute | 5 |
| Importo risarcimento | 8.074,55 euro |
| Interessi | Dalla pubblicazione al saldo |