Quando paghiamo al ristorante, compriamo online o avviciniamo il telefono al POS, di rado ci chiediamo che strada faccia il denaro. Spesso passa da Visa e Mastercard, due società americane che collegano la banca del cliente con quella del negoziante, ma ora in Europa prende forma un’alternativa, la rete European Network for Payments (ENP), pensata per far funzionare i pagamenti elettronici europei anche oltre i confini nazionali. Riguarda chiunque usi il telefono per pagare, comprese le famiglie, gli studenti e i docenti che viaggiano in Europa tra gite, scambi e vacanze.

Rete europea ENP: cos’è e come funziona il nuovo circuito di pagamenti

L’ENP nasce dall’alleanza tra cinque sistemi di pagamento europei: BANCOMAT, Bizum, EPI/Wero, SIBS-MB WAY e Vipps MobilePay. Messi insieme, raggiungono già circa 130 milioni di persone in 13 Paesi europei. Il problema che vogliono risolvere è che questi sistemi funzionano benissimo nel loro Paese, ma fuori dai confini lavorano poco o per niente. L’ENP sarà invece un’infrastruttura comune, un hub centrale che fa parlare sistemi diversi. Un italiano con BANCOMAT e uno spagnolo con Bizum continueranno a usare ciascuno la propria app. Dietro le quinte, l’hub riconoscerà la richiesta di pagamento e la manderà al sistema giusto.

Si partirà dai trasferimenti di denaro tra persone. Poi toccherà agli acquisti online e ai pagamenti nei negozi. Il meccanismo è già stato provato nell’aprile 2026 da BANCOMAT, Wero e MB WAY, con utenti di sistemi diversi che hanno pagato all’estero tramite QR code. L’obiettivo successivo è arrivare al contactless con tecnologia NFC, la stessa che permette di avvicinare carta o smartphone al POS.

Perché serve: la dipendenza dai circuiti americani

La differenza con Visa e Mastercard sta soprattutto nella struttura. Questi due colossi sono circuiti di carte, che fissano regole comuni e fanno da intermediari tra chi emette la carta e chi incassa il pagamento. L’ENP collega invece servizi europei che possono appoggiarsi ai trasferimenti istantanei tra conti bancari, con meno passaggi in mezzo. Il tema non è solo economico, infatti, secondo la BCE circa due terzi delle operazioni con carta nell’area euro seguono le regole di società internazionali.

Inoltre 13 Paesi della zona euro dipendono del tutto da circuiti non europei. Una parte importante dei pagamenti di ogni giorno poggia quindi su infrastrutture esterne all’Unione. Una rete europea dovrebbe aumentare la concorrenza e la resilienza del sistema, riducendo una dipendenza che viene considerata sempre più delicata. Attenzione però, perché Visa e Mastercard non spariranno, anzi, per molti anni è probabile che i vari sistemi convivano.

Cosa cambia per chi paga: app invariate e euro digitale più avanti

Per i cittadini la novità potrebbe passare quasi inosservata, ed è uno dei suoi punti di forza. Almeno all’inizio non è prevista una nuova app ENP. Ogni sistema terrà il proprio nome e la propria interfaccia, quindi per ora non c’è niente da scaricare. Un italiano potrebbe continuare a usare BANCOMAT sul telefono e, un passo alla volta, mandare denaro a chi usa Bizum in Spagna o Wero in Germania. Potrebbe anche comprare su siti stranieri e pagare nei negozi aderenti senza passare dai servizi americani.

Va tenuto separato l’euro digitale, che non c’entra con l’ENP. Non è un circuito di pagamento, bensì denaro elettronico emesso direttamente dalla BCE, l’equivalente digitale delle banconote, distinto dal saldo che si ha in una banca commerciale. Le due iniziative potranno però integrarsi. La BCE sta lavorando a standard che permettano a euro digitale e sistemi privati europei di convivere nello stesso portafoglio elettronico o sulla stessa carta. I tempi sono più lunghi, in quanto dopo l’approvazione delle norme europee, la BCE prevede una fase pilota dalla seconda metà del 2027 e una possibile emissione dell’euro digitale solo a partire dal 2029.