Una candidata esclusa dal concorso docenti PNRR per la classe di concorso A-27 (Matematica e Fisica) ottiene l’ammissione con riserva alla prova orale grazie a un decreto cautelare monocratico del TAR Campania. Il provvedimento, pubblicato il 18 febbraio 2026, riconosce l’equivocità di alcuni quesiti della prova scritta e il superamento della cosiddetta prova di resistenza, aprendo uno scenario rilevante per tutti i candidati che si trovano in situazioni analoghe.
Concorso PNRR 2025: quesiti ambigui e ripartizione irregolare
La prova scritta del Concorso PNRR del 2 dicembre 2025, strutturata in 50 quesiti a risposta multipla, prevedeva per legge una ripartizione precisa: 40 domande pedagogico-didattiche, 5 sulla lingua inglese (livello B2) e 5 sulle competenze digitali. La candidata — assistita dagli Avvocati Aldo Esposito e Ciro Santonicola — ha contestato due irregolarità principali.
| Profilo di censura | Descrizione |
|---|---|
| Ripartizione irregolare | 7 quesiti sulle competenze digitali anziché 5 |
| Quesiti ambigui | 4 domande con più risposte scientificamente plausibili |
| Par condicio | Vantaggio ingiustificato per alcuni candidati |
Le quattro domande contestate riguardano temi specifici: la valutazione autentica nella didattica, l’educazione civica secondo la legge 92/2019, la conoscenza metacognitiva dichiarativa (Flavell e Cornoldi) e il contributo di Giuseppe Lombardo Radice alla pedagogia. In ciascun caso, la risposta della candidata troverebbe riscontro nella letteratura scientifica accreditata.
Prova superata: perché il TAR ha accolto l’istanza cautelare
Il dato che ha convinto il Presidente della Quarta Sezione del TAR Campania è aritmetico: la candidata aveva ottenuto 66/100, contro la soglia minima di 70/100. Neutralizzando anche solo 3 dei 4 quesiti contestati e ricalcolando il punteggio sul totale ridotto di domande valide, la ricorrente supererebbe la soglia di ammissione.
Altrettanto decisivo il periculum in mora: la prova pratica di laboratorio era calendarizzata tra il 19 e il 25 febbraio 2026, mentre l’udienza collegiale sarebbe arrivata dopo. Non partecipare avrebbe significato perdere definitivamente l’accesso al colloquio orale (in programma dal 16 marzo al 29 aprile 2026). Il giudice ha quindi applicato lo strumento del decreto monocratico ex art. 56 c.p.a., riservato ai casi di urgenza estrema.
Il provvedimento è provvisorio e sarà confermato, modificato o revocato in sede collegiale. Resta però un segnale chiaro: la giurisprudenza amministrativa continua a presidiare il principio di univocità delle risposte nei concorsi pubblici a risposta multipla come garanzia di imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa.