Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha comunicato alla Camera, durante il question time del 16 settembre, i dettagli sul riparto dei fondi per il raffrescamento delle scuole. I 20 milioni di euro stanziati a inizio settembre sono stati assegnati in appena dieci giorni dalla pubblicazione dell’avviso, coinvolgendo più di 6.000 istituti scolastici in tutta Italia. Il ministro ha colto l’occasione anche per rispondere alle critiche arrivate da alcuni sindaci, tra cui quello di Bologna, sull’entità reale del contributo per ciascuna scuola.

Condizionatori a scuola: quanto riceverà ogni istituto

Secondo quanto riferito da Valditara, ogni scuola beneficiaria riceverà in media circa 3.200 euro. Una cifra che il ministro ha voluto contrapporre ai 57 euro per aula calcolati da alcuni sindacati e amministratori locali, definendo quel dato fuorviante. Le domande potevano essere presentate dal 7 all’11 settembre, con assegnazione basata sull’ordine cronologico di arrivo delle richieste.

La replica alle critiche sul confronto tra 57 e 3.200 euro

Il confronto tra i 57 euro per classe e i 3.200 euro per scuola è al centro dello scontro politico degli ultimi giorni. Il sindaco di Bologna aveva usato la prima cifra per mostrare l’insufficienza dello stanziamento. Valditara ha respinto questa lettura, ricordando che i fondi vanno calcolati per istituto e non spalmati su ogni singola aula, e ha aggiunto che l’intervento si somma ai 3,7 miliardi di euro già destinati all’efficientamento energetico degli edifici scolastici tramite Pnrr e fondi ministeriali, per un investimento complessivo superiore ai 12 miliardi.

Il ministro ha comunque precisato che l’intervento sul raffrescamento resta straordinario ed emergenziale, e che la competenza sugli edifici scolastici spetta agli enti locali proprietari degli immobili, chiamati a contribuire con risorse proprie.

Il nodo del rientro a scuola il 1° ottobre

Parallelamente alla questione dei fondi, resta aperto il dibattito sul possibile spostamento dell’inizio delle lezioni al 1° ottobre, sostenuto da una petizione online partita da una docente campana e ripreso più volte dal presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico. Valditara ha ribadito che i 200 giorni di lezione previsti dalla legge 467/1986 restano un vincolo non superabile a livello nazionale, pur ammettendo che il calendario scolastico è di competenza delle singole Regioni, che possono ridurre i giorni con ordinanza sindacale in casi eccezionali legati alla tutela della salute, come già avvenuto a Palermo.