Continuità docenti di sostegno, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato il DM 32/2025 con l’obiettivo di favorire la continuità didattica per gli alunni con disabilità, confermando per un ulteriore anno i docenti a tempo determinato già in servizio nel 2024/2025. Un provvedimento che, però, fa nascere parecchi dubbi tra gli insegnanti.
I tanti dubbi degli insegnanti sulla procedura relativa alla conferma dei docenti di sostegno
La procedura, come è noto, è articolata in quattro fasi:
- La famiglia presenta richiesta al dirigente scolastico entro il 31 maggio.
- Il dirigente scolastico valuta la richiesta, anche con il supporto del Gruppo di Lavoro Operativo (GLO).
- Il docente esprime il proprio consenso e, in caso positivo, potrà confermare la disponibilità nella domanda per le supplenze 2025/26.
- L’Ufficio Scolastico valuta la disponibilità dei posti e autorizza l’eventuale conferma.
Il Decreto Ministeriale N. 32: nuove regole, vecchie incertezze
Una riflessione spontanea, condivisa da molti insegnanti, è che forse sarebbe stato meglio se il DM 32 non fosse mai stato emanato. Per molti docenti, si tratta dell’ennesimo ostacolo, un nuovo “supplizio” burocratico che si aggiunge a una professione già provata da continui cambi di rotta, scarsa valorizzazione e carenza di prospettive stabili. Eppure, i passi da compiere per garantire la vera continuità didattica sono noti e ben chiari.
Formazione: si attende ancora il via ai corsi INDIRE
Da mesi i docenti aspettano l’attivazione dei percorsi di formazione iniziale e continua, promessi ma non ancora partiti. In particolare, i corsi previsti da INDIRE — fondamentali per l’inserimento e la qualificazione degli insegnanti neoassunti — sono bloccati da oltre un anno.
Aumento dell’organico: stabilità prima di tutto
Una delle richieste più pressanti riguarda l’aumento dei posti in organico di diritto. Solo così sarà possibile superare l’instabilità annuale delle cattedre e garantire un’assegnazione duratura, evitando che ogni settembre si riparta da zero.
Stabilizzazione: un passo necessario
Molti docenti vivono nell’incertezza e nell’impossibilità di progettare il futuro, proprio perché mancano misure strutturali di stabilizzazione. Senza certezze, è difficile costruire relazioni educative durature, che sono il cuore della continuità scolastica.
Un decreto che crea più dubbi che soluzioni
Il DM 32, anziché rispondere a queste necessità, genera nuove domande: cosa accade se un docente accetta le nuove condizioni previste? E cosa succede se, al contrario, rifiuta? In entrambi i casi, le conseguenze non sono ancora pienamente chiare e alimentano un clima di insicurezza professionale.
Serve una svolta concreta, non più rimandata. La scuola italiana ha bisogno di stabilità, di continuità e di rispetto per chi ogni giorno lavora in aula. Lo chiedono docenti di sostegno, insegnanti curricolari, personale precario e di ruolo. Lo chiede un’intera categoria che non vuole più vivere sospesa tra il “domani” e i vincoli di bilancio.