Abbiamo parlato alcuni giorni fa del caso dei docenti che dovevano inserirsi negli elenchi aggiuntivi delle GPS e ora si ritrovano, a un mese dall’inizio dell’anno scolastico, a rischio inserimento, impossibilitato ad ottenere supplenze e nomine finalizzate al ruolo (per quanto riguarda gli aspiranti che hanno conseguito la specializzazione su sostegno). Tutto ruoterebbe intorno o a un disguido tecnico del sistema o a mancanze da parte degli stessi aspiranti a causa di un’istanza, a detta degli interessati, poco intuibile nella compilazione. Ora il gruppo del malcapitati minaccia ricorsi e ha scritto una lettera al Ministero affinché la loro vice possa essere ascoltata.
Rischio esclusione dagli elenchi aggiuntivi Gps
Emergono nuovi elementi sulle problematiche riscontrate a seguito dell’inserimento negli elenchi aggiuntivi delle GPS. Diverse le casistiche: chi dice di non avere inoltrato la domanda fermandosi solo alla voce ‘inserita’ , senza accertarsi che l’istanza risultasse inoltrata. Tutto, si baserebbe su una domanda, a detta degli interessati, impostata in maniera ingannevole. Emergerebbe anche l’affidamento su tutorial che, sebbene realizzati da esperti, non sarebbero però quelli ufficiali del Ministero.
Ben più grave il caso di chi, invece, non si sarebbe visto recapitare per email il documento PDF riepilogativo della domanda o in fase di inserimento negli elenchi aggiuntivi ad aprile, o in fase di scioglimento della riserva (entro il 3 luglio scorso). In queste 2 ultime situazioni l’errore, più che strettamente umano, potrebbe configurarsi tecnico, poiché il sistema pur riconoscendo come inoltrata l’istanza, non avrebbe generato il PDF. Gli Usp , informati della problematica, hanno escluso la possibilità di un reintegro, ritenendo che fosse dovere dei singoli verificare la ricezione dell’email col PDF.
Lettera al Ministero
I docenti coinvolti, per far sentire la loro voce, hanno scritto anche al Ministero, spiegando la vicenda e portando l’attenzione su come, in caso di mancato inserimento negli elenchi aggiuntivi, il danno non sarebbe solo loro ma anche degli alunni, che verrebbero privati della continuità didattica.
“Chiediamo al Ministero un intervento urgente per il riconoscimento dei casi in cui la procedura è stata effettivamente completata e confermata dal sistema, nonostante il bug; chiediamo una finestra straordinaria per lo scioglimento della riserva o un provvedimento di reinserimento.
Stiamo già costituendo un gruppo nazionale e valutando, con legali esperti, un ricorso collettivo. Non accetteremo di essere le vittime silenziose di un errore di sistema.”