Continua ad essere al centro del dibattito la nascita dei nuovi elenchi regionali, di cui si attende a breve il decreto attuativo. Grazie a questo provvedimento potremo avere informazioni aggiuntive. Nel frattempo l’On Mario Pittoni (Lega), da sempre in prima linea dalla parte dei precari, ha pubblicato poche ore fa un post sulla propria pagina facebook lasciando trapelare una possibile modifica della bozza originaria del decreto stesso, senza aggiungere altro. Ne sono seguiti una serie di commenti da parte anche di coloro che saranno esclusi (in base a quanto sembra) dalle graduatorie regionali. Tra questi i partecipanti ai concorsi straordinari e i docenti già di ruolo.

Elenchi regionali, potrebbe essere ampliata la ‘lista’ dei beneficiari?

Già da tempo viene auspicato un ampliamento della platea di coloro che potranno inserirsi nei nuovi elenchi regionali. Ad oggi la normativa prevede che queste graduatorie siano rivolte solo agli idonei dei concorsi ordinari dal 2020 in poi, e purchè non abbiano in essere un contratto a tempo indeterminato o una nomina a tempo determinato finalizzata al ruolo. Col decreto attuativo, che a breve sarà pubblicato, avremo maggiori informazioni sul funzionamento di questi elenchi e vedremo quali potrebbero essere le eventuali modifiche annunciate da Mario Pittoni (Lega).

I candidati dei concorsi straordinari, per come stanno ad oggi le cose, sono esclusi dagli elenchi regionali. Queste graduatorie sono infatti pensate per dare un’ulteriore opportunità di assunzione a chi ha superato le prove di un concorso ordinario dal 2020 in poi, quindi non strutturato con una modalità agevolata di selezione come avviene con le procedure straordinarie.

Ad essere escluso è anche il personale di ruolo. Gli elenchi regionali, appunto, vogliono rappresentare una strada aggiuntiva che possa portare al ruolo gli idonei precari. Probabilmente chi, tra i docenti di ruolo, chiede di poter rientrare in questi elenchi lo fa per avere a disposizione un ‘éscamotage’ per aggirare il vincolo triennale che impedisce il trasferimento. Essere assunti da una graduatoria di un’altra regione consentirebbe infatti di spostarsi non aspettando il decorrere dei 3 anni. Difficilmente però sarà accolta questa opportunità a scapito degli idonei precari.