Il dibattito parlamentare sul Decreto-Legge 19 febbraio 2026, n. 19, che contiene ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del PNRR e delle politiche di coesione, entra nel vivo con la presentazione degli emendamenti. Tra le proposte in discussione ce n’è una che riguarda direttamente il reclutamento dei docenti e la gestione delle graduatorie per l’immissione in ruolo. In particolar modo, la FLC CGIL ha espresso il proprio sostegno a un emendamento che punta ad ampliare la platea dei docenti che potranno accedere agli elenchi regionali utili per le assunzioni a tempo indeterminato. L’obiettivo è includere anche gli insegnanti che hanno superato il concorso straordinario bandito nel 2020, disciplinato dal DD n. 510 del 23 aprile 2020.

Emendamento FLC-CGIL per inserire i docenti che hanno superato il concorso straordinario 2020 negli elenchi regionali

Gli elenchi regionali sono stati introdotti dal Decreto-Legge 45/2025, che ha previsto questa modalità per agevolare le immissioni in ruolo dei docenti che hanno superato la prova orale di un concorso bandito dal 2020 in poi. Secondo la formulazione attuale della norma, tuttavia, restano esclusi coloro che hanno superato il concorso straordinario 2020, una procedura che ha avuto caratteristiche particolari legate al contesto dell’emergenza sanitaria. Da qui la richiesta avanzata dal sindacato di correggere la disposizione durante l’esame parlamentare del decreto PNRR. L’inserimento di questi docenti negli elenchi regionali consentirebbe, secondo la proposta, di ampliare il bacino di candidati per le assunzioni, contribuendo anche alla riduzione delle cattedre vacanti e del ricorso alle supplenze.

Le ragioni del sindacato guidato da Gianna Fracassi a favore degli idonei dello straordinario 2020

Nel sostenere l’emendamento, la FLC CGIL richiama alcune caratteristiche della procedura concorsuale del 2020 che, a suo avviso, giustificherebbero l’inclusione degli idonei negli elenchi regionali. In primo luogo, il concorso straordinario 2020 prevedeva una prova scritta selettiva, che ha rappresentato l’elemento principale di valutazione dei candidati. Inoltre, l’assenza della prova orale non sarebbe dipesa da una scelta organizzativa ordinaria, ma dalle condizioni straordinarie determinate dalla pandemia. Proprio il contesto emergenziale in cui si è svolta la procedura viene indicato come uno degli elementi da considerare nel valutare eventuali correttivi normativi. Il confronto sugli emendamenti proseguirà nelle prossime settimane durante l’iter di conversione del decreto.