La situazione degli idonei dei concorsi continua ad essere al centro dell’attenzione. Molti di questi docenti si chiedono quando arriverà anche per loro il ruolo. Gli idonei 2020 si sono visti creare graduatorie ad esaurimento grazie alle quali si stanno via via avvicinando al contratto a tempo indeterminato; diversa invece la situazione degli idonei PNRR. L’unica vera speranza viene riposta nelle nuove graduatorie regionali che saranno create nel 2026. Vediamo di seguito cosa sappiamo finora del loro funzionamento e quali prospettive potrebbero scaturire in chi vi si inserirà.

Le graduatorie regionali: un’ancora di salvezza per gli idonei

Gli idonei PNRR 1 si sono visti finalmente rendere nota la posizione ricoperta. Di fatto però tutti gli idonei possono aspirare al ruolo solo in caso di rinuncia dei vincitori oppure potendo sperare di rientrare nel 30% dei posti messi a bando nella regione in cui hanno concorso e per la propria classe di concorso. Si aggiunge però anche una novità: le graduatorie regionali.

In questi elenchi potranno iscriversi gli idonei dal 2020 in poi, e saranno aggiornati annualmente, consentendo agli aspiranti di cambiare regione anche ogni anno. La previsione è contemplata nel DL 45/2025 convertito con modificazioni dalla L. 5 giugno 2025, n. 79. Il decreto attuativo, sempre secondo la legge, dovrebbe essere pubblicato entro il 31 dicembre. Il Ministero, ad oggi, non ha ancora convocato i sindacati per la comunicazione in merito.

Le preoccupazioni legate al concorso PNRR 3

Il reale scorrimento delle graduatorie regionali viene messo in discussione alla luce dei vincitori che scaturiranno dal concorso PNRR 3, le cui domande di partecipazione si sono concluse da pochi giorni. I timori sono stati esaltati anche da alcune sigle sindacali. Nel corso di una diretta di Orizzonte Scuola infatti Simone Craparo, rappresentante sindacale della Gilda degli Insegnanti, si è così espresso sul tema: “Finché non saranno esauriti tutti i vincitori del PNRR 3, non sarà possibile procedere con lo scorrimento degli idonei delle nuove graduatorie regionali. Il rischio si fa concreto soprattutto in quelle classi di concorso dove sono stati banditi molti posti da destinare ai vincitori.

Lo stesso sindacalista ha inoltre ricordato che “restano ancora da smaltire le GAE e le graduatorie dei concorsi precedenti , che continuano a occupare il 50% ciascuna dei posti destinati alle immissioni in ruolo”. Di conseguenza, ha precisato, “l’accesso degli idonei alle assunzioni sarà possibile solo dopo l’esaurimento dei vincitori e delle vecchie graduatorie.