A settembre l’organizzazione del servizio del personale ATA viene ridefinita per il nuovo anno scolastico: cambiano incarichi, turni e sedi, e non di rado nascono discussioni su come il dirigente scolastico ha impostato l’orario. Il CCNL scuola stabilisce regole precise su ore settimanali, turnazione e diritti economici collegati, utili da conoscere per chi lavora nei collaboratori scolastici, negli uffici di segreteria o come DSGA.
Orario ATA: le ore settimanali previste per ogni profilo
Il contratto fissa in 36 ore settimanali l’orario ordinario per la maggior parte dei profili ATA: collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, DSGA e altre figure. Gli assistenti tecnici aggiungono 2 ore di laboratorio al monte ore base. Queste 36 ore rappresentano la base contrattuale: non possono essere ridotte in modo arbitrario né aumentate senza il riconoscimento di un compenso aggiuntivo.
| Profilo professionale | Ore settimanali |
|---|---|
| Collaboratore scolastico | 36 ore |
| Assistente amministrativo | 36 ore |
| Assistente tecnico | 36 ore + 2 ore di laboratorio |
| DSGA | 36 ore |
| Cuoco e altri profili | 36 ore |
Come vengono organizzati i turni nelle scuole
L’organizzazione dei turni spetta al dirigente scolastico, che la definisce in base alle esigenze di servizio, alle aperture pomeridiane e al Piano delle Attività predisposto con il coinvolgimento delle RSU della scuola. I turni più diffusi sono il turno antimeridiano (in genere dalle 7:30/8:00 alle 14:00/14:30), il turno pomeridiano (dalle 12:00/13:00 alle 18:00/19:30), il turno spezzato con pausa pranzo e il turno unico prolungato, di 7 ore e 12 minuti, come alternativa ai turni tradizionali. Il contratto prevede inoltre che i turni vengano distribuiti con criteri di equità, evitando che lo stesso turno pomeridiano ricada sempre sulle stesse persone senza rotazione.
Flessibilità, riposo settimanale e incarichi specifici
Chi modifica il proprio turno su richiesta del dirigente ha diritto a un’indennità di flessibilità, prevista dal contratto per remunerare la disponibilità a variare l’orario concordato. Resta fermo il diritto a due giorni di riposo settimanale, di norma sabato e domenica nelle scuole con settimana su 5 giorni; chi presta servizio anche il sabato ha diritto a un giorno di riposo compensativo.
A inizio anno il dirigente assegna inoltre gli incarichi specifici previsti dal contratto, come il supporto al DS, la gestione della sicurezza o il protocollo in segreteria, che danno diritto a un compenso aggiuntivo attraverso il FIS; la domanda non è obbligatoria, ma chi accetta l’incarico percepisce il relativo compenso.
Cosa fare in caso di contestazioni sull’orario
Se l’organizzazione del servizio appare in contrasto con le norme contrattuali, il primo passo è un confronto diretto con il dirigente scolastico o con il DSGA, spesso sufficiente a chiarire la situazione. Se il confronto non porta a una soluzione, ci si può rivolgere alle RSU della scuola, che vigilano sul rispetto degli accordi d’istituto; in assenza di risposta, resta la possibilità di contattare il sindacato di categoria per un intervento a livello provinciale.
