La ‘macchina’ scolastica delle immissioni in ruolo partirà tra alcuni mesi. Solitamente le operazioni dedicate alle assunzioni del personale ATA prendono il via ad agosto, previa pubblicazione del contingente. L’anno scorso i posti autorizzati sono stati pari a 10.348 unità, e quest’anno, secondo fonti sindacali, si dovrebbe restare all’incirca entro questi numeri, alimentando sempre più il precariato e riducendo a poche briciole la stabilizzazione dei lavoratori ATA. Il problema è sempre lo stesso: il mancato superamento del turn over, con graduatorie di supplenti destinate ad infoltirsi sempre più. Il Ministro Valditara, nelle scorse ore, ha affrontato proprio il tema del precariato scolastico, lasciando intendere come si voglia adottare la linea dell’inversione di rotta. A questo punto il personale ATA chiede certezza e concretezza già a partire dall’a.s 2026/27, con un massiccio incremento delle immissioni in ruolo.
Precariato: “In attesa di un concreto piano di stabilizzazione”
Precariato, “un tema che ci sta sicuramente a cuore e che dovrà essere sempre più affrontato con energia e con lungimiranza”. Queste le parole del Ministro Valditara in occasione del quindicesimo congresso nazionale del sindacato Uil Scuola Rua che si sta tenendo a Riccione. Il Ministro ha anche voluto sottolineare cosa è stato fatto finora sul fronte della stabilizzazione: “dal 2023 ad oggi abbiamo messo in ruolo oltre 156 mila fra docenti e personale ATA”. I numeri sono stati sottolineati a voler indicare un’inversione di rotta rispetto al passato.
Adesso, dunque, lo sguardo deve essere rivolto al futuro imminente. E in questo senso il comitato ‘Evoluzione ATA’ chiede che si passi ai fatti già a settembre 2026, con un significativo aumento delle immissioni in ruolo del personale ATA, anche alla luce della procedura d’infrazione avviata dall’UE nei confronti dell’Italia a seguito del reiterato abuso del ricorso ai contratti a termine nel comparto scolastico.
“Accogliamo favorevolmente le dichiarazioni del Ministro, auspicando che possano rappresentare l’avvio di una nuova stagione fondata su interventi strutturali e non più su soluzioni temporanee che continuano ad alimentare precarietà e incertezza.
Ci attendiamo che già dal prossimo mese di settembre, tradizionalmente dedicato alle immissioni in ruolo del personale ATA, si registri un massiccio incremento delle immissioni in ruolo, segnando una netta discontinuità rispetto agli anni passati, caratterizzati da percentuali di immissioni in ruolo ferme intorno al 30%, mentre quasi 23mila figure professionali hanno continuato ad essere coperte attraverso incarichi precari.
Settembre 2026 rappresenterà quindi un banco di prova decisivo per comprendere le reali intenzioni del Ministro Valditara e del Governo guidato da Giorgia Meloni rispetto all’avvio di un concreto piano di stabilizzazione del personale precario, anche alla luce delle procedure di infrazione avviate dall’Unione europea nei confronti dell’Italia per l’abuso reiterato del ricorso ai contratti a termine.
In mancanza di segnali chiari e di misure incisive già a partire dalle prossime immissioni in ruolo, le parole pronunciate rischierebbero di essere archiviate come semplici dichiarazioni di circostanza pronunciate ad una convention sindacale, prive di un effettivo riscontro nei fatti. Le scelte che verranno compiute nei prossimi mesi avranno inevitabilmente un peso nel dibattito pubblico che accompagnerà le elezioni politiche del 2027, momento in cui sarà valutata anche la coerenza tra gli impegni annunciati e i risultati concretamente raggiunti sul fronte della stabilizzazione del personale ATA.”
Queste le parole di Evoluzione ATA, rimarcando la presentazione della propria proposta di legge in tema di stabilizzazione ATA e continuando a chiedere con forza l’equiparazione tra organico di fatto e organico di diritto.
