Una raccolta firme è stata avviata per sostenere una proposta di modifica della progressione stipendiale del personale scolastico, con l’obiettivo di ridurre sensibilmente i tempi necessari per raggiungere le fasce di retribuzione più alte. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che l’attuale sistema, che richiede 35 anni di servizio per accedere al massimo stipendio, penalizza fortemente sia i docenti che il personale ATA, costringendoli a una lunga attesa che molti non riescono neppure a completare prima della pensione.
Petizione per la riforma della progressione stipendiale nella scuola: “Ridare dignità a docenti e ATA”
Obiettivo della riforma
La proposta prevede di ridurre a 25 anni il tempo complessivo necessario per raggiungere la fascia stipendiale più alta, introducendo una nuova articolazione delle fasce:
- 0-4 anni
- 5-9 anni
- 10-14 anni
- 15-19 anni
- 20-24 anni
- 25 anni fino a fine servizio
Questo cambiamento porterebbe a una maggiore equità nella distribuzione degli aumenti salariali, garantendo incrementi più consistenti già nella fase centrale della carriera e non solo negli ultimi anni di servizio.
Benefici attesi
- Scatti più rapidi: il massimo stipendio sarebbe raggiunto 10 anni prima rispetto ad oggi.
- Redistribuzione equa: maggiori guadagni già nelle fasce intermedie, migliorando il potere d’acquisto durante tutta la vita lavorativa.
- Una pensione più alta: più anni trascorsi al livello retributivo massimo permetterebbero di incrementare l’importo pensionistico, particolarmente importante dopo il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo.
Un appello a tutto il personale scolastico
La riforma avrebbe un impatto positivo sulla qualità della vita di centinaia di migliaia di lavoratori del settore, restituendo dignità e giusto riconoscimento economico a chi ogni giorno garantisce il funzionamento della scuola. Per questo, chi promuove l’iniziativa invita docenti, personale ATA e cittadini a sostenere la petizione e a diffondere il più possibile la raccolta firme. La petizione è disponibile qui: https://www.change.org