La notizia dell’avvio del secondo ciclo dei percorsi di specializzazione sul sostegno INDIRE ha generato un’ondata di sollievo e speranza tra migliaia di docenti precari. Questi corsi, istituiti in base al DM 75/2025 e DM 77/2025, rappresentano l’unica via d’accesso immediata alla specializzazione per una platea ampliata di professionisti. Ecco le ultime dichiarazioni di Mario Pittoni, Responsabile Dipartimento Istruzione Lega già Presidente Commissione Cultura Senato, che puntualmente torna sempre a tranquillizzare tutti i docenti in attesa.
Le dichiarazioni di Pittoni sul secondo ciclo INDIRE
“A chi chiede notizie del prossimo ciclo del corso Indire sul sostegno segnalo che il Decreto ministeriale per il secondo ciclo Indire sostegno è già in lavorazione. Non ci sarà quindi molto da attendere per conoscerne le caratteristiche”.
Chi potrà partecipare: platea allargata e aspettative
L’elemento di maggiore novità e positività riguarda l’ampliamento della platea di accesso. Il secondo ciclo non sarà più riservato unicamente ai docenti che avevano i tre anni di servizio sul sostegno entro l’a.s. 2023/2024, ma includerà anche i colleghi che hanno maturato tre anni di servizio negli ultimi otto. Questa mossa è fondamentale per dare una risposta concreta a docenti che hanno speso anni in servizio su posti vacanti, ma che finora erano rimasti esclusi dalla stabilizzazione.
Tuttavia, il clima di ottimismo è temperato da due incognite strutturali che generano ancora ansia: il numero dei posti e la questione dei permessi studio.
L’Incognita dei posti: rischio esclusione?
Anche su questo aspetto, però, Pittoni ha più volte tranquillizzato gli specializzati. Questi ultimi, tuttavia, temono sempre che il numero dei posti non rispecchi l’effettivo fabbisogno e la domanda. Potrebbero esserci, ad esempio, meno posti disponibili per la Scuola Secondaria (dove l’utenza è maggiore) rispetto alla platea degli aspiranti.
La criticità dei permessi studio (150 Ore): serve l’intervento del MIM
La seconda, e forse più urgente, criticità riguarda il diritto allo studio (150 ore). Con la scadenza per la presentazione delle domande fissata al 15 novembre, come abbiamo visto, i futuri corsisti del secondo ciclo INDIRE si trovano in difficoltà.
Se il MIM non interverrà immediatamente con una Nota Ministeriale che obblighi gli USR a uniformare le procedure e ad accettare la domanda con riserva (spostando lo scioglimento della riserva a una data più realistica, come febbraio/marzo 2026), i docenti che inizieranno il corso nel 2026 non potranno usufruire delle 150 ore per l’intero anno solare.