L’attesa per il via libera definitivo al secondo ciclo dei corsi di specializzazione sul sostegno INDIRE si allunga di qualche giorno. Nonostante l’informativa tecnica tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali si sia conclusa, la pubblicazione del decreto slitterà a causa delle forti critiche sollevate da alcune sigle. In particolare, la FLC CGIL ha esercitato la propria prerogativa sindacale richiedendo un confronto politico di livello superiore, che è stato prontamente fissato per il prossimo 23 dicembre.

La nuova tabella di marcia e il nodo del confronto sui corsi sostegno INDIRE

Il rinvio nasce dalla necessità di affrontare le criticità evidenziate dai sindacati durante l’incontro informativo. Alcune sigle, infatti, hanno espresso perplessità sull’impianto dei nuovi percorsi. Tuttavia, l’amministrazione sembra intenzionata a procedere spedita. La convocazione per l’antivigilia di Natale dimostra la volontà del Ministero di chiudere la partita entro l’anno, limitando al minimo i ritardi per le decine di migliaia di aspiranti corsisti.

Il messaggio di Mario Pittoni: “Tensione priva di senso”

A gettare acqua sul fuoco delle polemiche è intervenuto Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e figura chiave nelle politiche del personale scolastico. Attraverso un messaggio rivolto direttamente ai docenti triennalisti in un gruppo social, Pittoni ha cercato di rassicurare ancora una volta la platea:

“Dopo l’informativa la Cgil ha chiesto il confronto. Rientra tra le sue prerogative. Come si vede, la riunione è fissata subito: al 23 dicembre. Più di così l’amministrazione non poteva fare per allentare una tensione oggettivamente priva di senso e che il sindacato poteva risparmiarvi, visto che il suo impegno dovrebbe essere quello di agevolare l’accesso alla specializzazione, specie in presenza di adeguata esperienza specifica. Non il contrario”.

Pittoni non ha risparmiato critiche all’atteggiamento sindacale, definendo la tensione accumulata dai docenti come un risultato di mosse politiche più che di reali problemi strutturali del decreto.

“Cambierà qualcosa?” La risposta è un secco “No”

L’interrogativo di molti docenti è se questo incontro politico del 23 dicembre possa effettivamente cambiare i decreti già pronti. Alla domanda diretta di un aspirante corsista sulla possibilità di modifiche sostanziali all’impianto dei corsi (come l’introduzione del tirocinio o cambiamenti nei requisiti d’accesso), Pittoni è stato lapidario: “No”.

Questa risposta suggerisce che l’incontro del 23 dicembre sarà un passaggio formale necessario per la dialettica democratica tra Ministero e parti sociali, ma che la struttura dei percorsi INDIRE rimane quella già definita.