Con il termine delle domande per le supplenze fissato al 30 luglio, l’attenzione degli aspiranti supplenti si concentra ora su come l’algoritmo ministeriale analizzerà le famose “150 preferenze” e quali strategie adottare per ottenere la miglior sede possibile. Il funzionamento di questo processo informatizzato è ormai collaudato, ma suscita ogni anno molti dubbi. Ecco una guida aggiornata su come vengono lette e applicate le preferenze dall’algoritmo per le supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche.
L’algoritmo supplenze: cosa considera l’ordine delle 150 preferenze e come lavora
L’algoritmo ministeriale per le supplenze scorre, innanzitutto, la graduatoria in cui sei iscritto (sia essa GaE o GPS, in prima o seconda fascia), ordinando i candidati in base al punteggio. Su ciascun nominativo, il sistema verifica nell’ordine inserito tutte le preferenze espresse: può trattarsi di singole scuole, comuni, distretti o intera provincia. Quando trova la prima disponibilità nella tua lista, assegna quella, senza scorrere ulteriormente le preferenze successive, terminate le disponibilità di quella scelta (ad esempio, su cattedre al 31 agosto prima, poi al 30 giugno).
L’ordine con cui inserisci le preferenze, pertanto, è fondamentale: l’algoritmo seleziona la prima voce libera tra quelle che hai inserito, a prescindere dalla fascia o dalla classe di concorso in cui si è meglio posizionati.
Preferenze tra classi di concorso e fasce: nessuna “precedenza automatica”
Uno dei dubbi frequenti riguarda la gestione di più classi di concorso (ad esempio, A12 e A22) oppure di candidature sia da prima che da seconda fascia. L’algoritmo NON considera la fascia come priorità, ma segue letteralmente l’ordine cronologico che l’aspirante ha impostato nella domanda. Se inserisci prima una preferenza relativa a una classe di concorso in seconda fascia e in quella scuola è disponibile una supplenza, verrà assegnata quella sede anche se, più avanti nelle scelte, ci sono preferenze relative a classi di concorso o fasce teoricamente più “favorevoli”.
Consiglio pratico: metti per prime le sedi (e la classe di concorso) che davvero vorresti ottenere, senza ragionare in base alle fasce ma in base alle tue priorità personali.
Come ordinare le preferenze: aspetti pratici
- Se vuoi limitarti a una sola scuola o area geografica, esprimi prima le scelte più ambite e poi, se sei disponibile, territori più ampi (es. l’intero comune o provincia).
- Nelle grandi città, attenzione: le scuole anche nello stesso comune possono essere molto distanti. Conviene elencare quelle che realmente puoi raggiungere facilmente.
- COI e COE: se vuoi solo cattedra interna (COI), non flaggare la disponibilità alle COE. Se invece vuoi anche esterne, flagga la relativa casella, sapendo che potresti dover insegnare in scuole diverse all’interno dello stesso comune (COE stesso comune) o in comuni diversi.
- La scelta delle COE di comuni vicini o distretti differenti: l’algoritmo verifica la tua disponibilità sulle combinazioni indicate (ad esempio, cattedre su più scuole di comuni diversi), ma solo se l’hai chiaramente flaggata in domanda, altrimenti salta la preferenza.
Cosa succede se non c’è disponibilità?
Se in nessuna delle 150 preferenze espresse c’è una disponibilità per la tua posizione in graduatoria, l’algoritmo passa al nominativo successivo. Non si viene considerati rinunciatari se il proprio nominativo non è stato raggiunto per mancanza di posti lungo la lista delle preferenze.
Sanzioni in caso di rinuncia
Attenzione: una volta ottenuta una sede secondo le proprie preferenze, la mancata accettazione (o la non presa di servizio) comporta l’esclusione dalle possibilità di ulteriori supplenze sullo stesso insegnamento per l’anno scolastico corrente o anche per il biennio, in caso di abbandono dopo la presa di servizio.