Ci stiamo per addentrare nella fase calda che precede l’avvio del nuovo anno scolastico: l’attribuzione delle supplenze al 31 agosto e al 30 giugno. I docenti precari inseriti nelle Gps hanno compilato entro il 29 luglio scorso le 150 preferenze. Tra pochi giorni toccherà all’algoritmo fare il suo lavoro. Nel frattempo ancora tutto tace sulle disponibilità di cattedre che potranno essere date a supplenza, ma già si prospetta, come ogni anno la ‘fiera della supplentite’, con oltre 150 mila contratti a tempo determinato. Non mancheranno inoltre i soliti ricorsi di chi riterrà di essere stato scavalcato in graduatoria. Insomma, il solito ‘déja vu’.
Supplenze: precariato dilagante anche nell’a.s 2026/27 e malcontento generale
La procedura informatizzata (meglio nota come ‘algoritmo’) partirà probabilmente tra pochi giorni. Inizialmente si avrà la pubblicazione del bollettino zero, dedicato alla conferma degli insegnanti su sostegno, per poi passare al primo bollettino, riguardante tutte le classi di concorso. Ciò che viene lamentata è l’impossibilità di conoscere ancora le disponibilità di posti, che consentono di fare previsioni sulle possibilità di conseguimento di un incarico.
“Nessuno si rende conto che siamo allo sbando, questo modello è miseramente fallito. Nessuno realizza che il prezzo più alto lo paghiamo non solo noi precari, ma i nostri studenti.” Questo un commento estrapolato dai social, con riguardo alla ‘fiera’ di bollettini che seguiranno nel corso dell’anno scolastico ( a volte anche fino a gennaio/febbraio), e alla ‘danza’ di ricorsi che, immancabilmente, inonderà i tribunali, con supplenti che, in alcuni casi, si sentiranno scavalcati da altri colleghi con punteggio inferiore, e senza un apparente motivo concreto (si può ipotizzare per il possesso di una qualche riserva).
“È normale che migliaia di docenti debbano scegliere fino a 150 preferenze prima di conoscere con precisione tutti i posti sui quali quelle preferenze verranno utilizzate? Prima scegliamo, poi scopriamo i posti e successivamente inizia la roulette russa dell’algoritmo a cui spetta la decisione finale. Ma cosa siamo diventati, nomadi della scuola?”
Questo malcontento si ripete ogni anno, nell’attesa che qualcosa possa realmente cambaire sul fronte del reclutamento.