studiare online
Studentessa al computer

Il primo Rapporto Censis sulla didattica digitale ha indagato in maniera approfondita il mondo delle università telematiche e la percezione che se ne ha in Italia. Dai dati emerge chiaramente come la maggior parte degli studenti sia a favore della didattica e degli esami online.

Perché molti studenti scelgono le università telematiche

Stando a quanto emerge dal Rapporto Censis, le motivazioni che hanno spinto gli studenti intervistati a frequentare una università telematica sono diverse. Per molti è stata una scelta dettata dall’emergenza Covid, per altri la soluzione ideale per riuscire a conciliare studio e lavoro o per migliorare la propria posizione lavorativa, anche grazie alla fruizione delle lezioni in modalità asincrona.

A proposito della possibilità di svolgere gli esami online, la maggior parte degli studenti si è espressa positivamente. Solo una piccola percentuale resta legata ad un’impostazione più tradizionale, con gli esami in presenza. Tra gli altri vantaggi, emergono una maggiore flessibilità ed autonomia e la possibilità di personalizzare il percorso di studi in base alle proprie esigenze. Le aziende, dal canto loro, sembrano apprezzare il ruolo dello studio digitale, considerato indice della capacità di stare al passo con l’evoluzione tecnologica e le tendenze internazionali.

Quali sono i limiti

Al di là della valutazione complessivamente positiva da parte degli studenti, le università telematiche sembrano presentare ancora alcuni punti deboli. Il Rapporto Censis ha per esempio evidenziato problemi tecnici e difficoltà nell’utilizzo delle piattaforme online ed un sistema di supporto/tutoraggio personalizzato inferiore alle aspettative. Anche il rapporto con i docenti non sarebbe sempre facile, in quanto meno diretto rispetto a quanto avviene nelle università tradizionali.

Un’altra questione delicata è, come abbiamo anticipato, quella relativa agli esami. Nonostante molti studenti siano a favore di prove online, continua ad esserci chi è convinto che le attività finalizzate alla valutazione debbano necessariamente essere svolte in presenza. Infine, non è da sottovalutare come spesso e volentieri i datori di lavoro tendano ad essere ancora diffidenti e a rivelare una certa difficoltà a riconoscere al cento per cento il valore delle lauree telematiche.

Malgrado gli aspetti negativi, il Rapporto delinea chiaramente come le università telematiche aiutino a contribuire a ridurre i divari di accesso all’istruzione universitaria. Non a caso, quasi un laureato su due alle telematiche ammette che senza le università online probabilmente non sarebbe riuscito a completare il proprio percorso accademico.