Il 14 ottobre 2026 Palermo ha ospitato gli Stati Generali dell’Istruzione siciliani, nell’ambito dell’evento “La Sicilia fa Scuola”, ai Cantieri Culturali alla Zisa. L’appuntamento è stato organizzato dall’assessorato regionale all’Istruzione, con l’Ufficio scolastico regionale e INDIRE. Il ministro Giuseppe Valditara ha portato numeri e cifre sulla dispersione scolastica in Sicilia, sostenendo che l’Isola si avvicina a livelli inferiori a quelli della Germania. Il tema riguarda da vicino docenti, dirigenti e famiglie, perché misura quanti ragazzi restano indietro o escono dal percorso di studi.

Dispersione scolastica in Sicilia: cosa dicono i dati presentati

Il ministro ha distinto due indicatori. La dispersione esplicita misura i giovani tra i 18 e i 24 anni che lasciano gli studi con la sola licenza media. La dispersione implicita riguarda invece chi arriva al diploma senza aver raggiunto le competenze di base. Secondo i dati illustrati a Palermo, entrambe sono in calo.

Indicatore20222025Previsione 2026
Dispersione esplicita18,8%13,7%circa 12%
Dispersione implicita16%9,2%non indicata

Valditara ha sottolineato che la dispersione implicita scende per la prima volta sotto la soglia del 10%. Sul fronte della dispersione esplicita, il dato 2025 del 13,7% trova riscontro anche nelle elaborazioni giornalistiche sui numeri ISTAT, che indicano per l’Isola un valore più alto della media nazionale, pari all’8,2%. Il divario con il resto d’Italia resta quindi misurabile, anche se in riduzione.

Investimenti nella scuola siciliana: le cifre dal 2022

Sul piano delle risorse, il ministro ha parlato di oltre 2,1 miliardi di euro stanziati per l’istruzione in Sicilia a partire dal 2022. Di questi, 1,150 miliardi sono destinati all’edilizia scolastica, cioè a messa in sicurezza, ristrutturazioni e nuovi spazi. Valditara ha collegato questi stanziamenti ai risultati sulla dispersione, indicando negli investimenti la leva che ha permesso di cambiare passo.

Il Mezzogiorno tra nidi, mense, palestre e riforma 4+2

Il discorso si è poi allargato a tutto il Mezzogiorno. Il Ministero rivendica di aver superato gli obiettivi del PNRR e di aver rafforzato il tempo scuola. Ecco le quote destinate al Sud:

InterventoQuota destinata al Mezzogiorno
Nuovi posti negli asili nidooltre il 56%
Mense scolastichequasi il 56%
Palestreoltre il 51%

Tra le misure citate c’è anche la riforma del 4+2, che avvicina la formazione tecnica e professionale al mondo del lavoro. Secondo il ministro, proprio al Sud sta incontrando un interesse diffuso.