La questione dell’attribuzione del punteggio finale nella prima fascia delle GPS continua generare grande apprensione tra i docenti ammessi ai nuovi percorsi di specializzazione sul sostegno INDIRE (sia quelli gestiti direttamente dall’Istituto che quelli tramite le Università ). La posizione in graduatoria, infatti, è direttamente collegata alle prospettive di incarico e, in ultima analisi, di immissione in ruolo.
Il timore della penalizzazione nel punteggio GPS per la mancanza della preselettiva
La preoccupazione principale dei corsisti INDIRE è di essere penalizzati rispetto ai colleghi che hanno conseguito il titolo tramite il TFA Sostegno ordinario nell’attribuzione del punteggio GPS. Come sappiamo, la differenza risiede nella prova preselettiva: chi ha superato la preselettiva del TFA ordinario guadagna i 12 punti aggiuntivi previsti in graduatoria. Poiché i corsi INDIRE sono stati istituiti come percorsi straordinari per docenti con esperienza e non hanno previsto una preselettiva, si vocifera che agli specializzati INDIRE potrebbero mancare proprio quei 12 punti, riducendone il posizionamento in GPS.
L’intervento di Mario Pittoni: “La specializzazione è solo una”
Per rasserenare gli animi in questa “guerra tra poveri,” è intervenuto ancora una volta Mario Pittoni, responsabile nazionale del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex Presidente della Commissione Cultura al Senato, che ha voluto sottolineare l’uniformità e il pieno riconoscimento del titolo.
In un recente messaggio inviato alla Community Uniti per INDIRE, Pittoni ha affermato con chiarezza: “La specializzazione è solo una, indipendentemente da come la si ottiene”. Pittoni ha poi fornito un’argomentazione chiave sulla questione dei 12 punti:
“Nella solita guerra tra poveri, qualcuno che ha fatto il TFA sostegno sogna (ma non sarà così!) che chi accede al corso Indire sostegno grazie alle tre annualità di esperienza sul campo venga penalizzato rispetto a chi ha dovuto superare la preselezione prevista dal TFA per chi l’esperienza non ce l’ha. Nella fase transitoria, la mia norma per l’accesso senza preselezione al TFA di chi aveva tre annualità di esperienza garantiva 12 punti, come il superamento della preselezione di chi era senza esperienza. Col corso Indire, al quale accedi grazie all’esperienza, perché non dovrebbe essere la stessa cosa? È vero che il corso Indire prevede meno cfu del TFA. Ma solo perché sono quelli che mancano per completare la formazione, avendo già tre anni di esperienza specifica.”
I corsi INDIRE valorizzano l’esperienza già maturata sul campo
La tesi di Pittoni è netta: l’accesso ai percorsi INDIRE avviene proprio in virtù dell’esperienza triennale specifica sul campo. Se in passato l’esperienza sul sostegno era equiparata ai 12 punti della preselettiva, non ci sarebbe motivo logico per non replicare tale equiparazione anche per i percorsi INDIRE. Il minor numero di CFU/ECTS dei percorsi INDIRE è giustificato dal fatto che i docenti hanno già maturato la parte di formazione sul campo tramite l’esperienza di servizio.
In attesa di chiarimenti ministeriali definitivi, la dichiarazione di Pittoni rassicura i docenti sul fatto che l’esperienza sul campo dovrebbe essere riconosciuta come un elemento compensativo, garantendo che il titolo di specializzazione, una volta conseguito, abbia lo stesso identico valore in termini di punteggio in graduatoria.
