Il tema del precariato degli insegnanti di religione cattolica torna al centro dell’attenzione dopo le numerose sentenze che stanno riconoscendo il risarcimento del danno per abuso di contratti a tempo determinato. Anche nei tribunali civili di Torino e Ivrea sono arrivate decisioni favorevoli ai docenti, in linea con quanto sta avvenendo in altre province italiane. Le somme riconosciute possono essere rilevanti e variano, secondo le pronunce già depositate, da un minimo di 4 a un massimo di 24 mensilità.

Precariato insegnanti di religione: cosa hanno stabilito i tribunali

Le decisioni si fondano anche su una sentenza della Corte di Cassazione del 23 novembre 2025, che ha ribadito un principio già consolidato: il superamento del limite triennale di contratti a termine senza procedure di stabilizzazione configura un utilizzo abusivo del lavoro precario. Nelle motivazioni si legge che il tempo trascorso e il numero elevato di contratti oltre la durata ragionevole di tre anni sono da considerarsi abusivi, in assenza di concorsi per l’immissione in ruolo.

Per gli insegnanti di religione, la situazione è stata particolarmente complessa. Per circa vent’anni, dal 2004 al 2024, non sono stati banditi concorsi statali per la stabilizzazione. Questo ha comportato, per molti docenti, una condizione di precariato di lunga durata, spesso superiore ai 36 mesi previsti come limite dalla normativa italiana e dall’accordo quadro europeo sulla non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato. Il risultato: il diritto al risarcimento del danno, che non deve essere dimostrato nel concreto perché è considerato insito nella reiterazione dei contratti.

Quanto si può ottenere: esempi di risarcimento

L’ammontare del risarcimento viene determinato in base agli anni di servizio svolti con contratti a tempo determinato. In molte sentenze si registra una media di una mensilità per ogni anno di precariato, con un tetto massimo che può arrivare a 24 mensilità.

Esempio: Un docente rimasto precario per 20 anni, con uno stipendio attuale di circa 2.300 euro mensili, potrebbe ottenere un risarcimento compreso tra 46.000 e 55.000 euro. Le somme riconosciute hanno natura risarcitoria e risultano esenti da tassazione perché non costituiscono retribuzione.

Risarcimenti insegnanti di religione

ElementoDato
Limite massimo contratti a termine36 mesi
Mensilità riconosciuteDa 4 a 24
Media orientativa1 mensilità per anno di precariato
Natura sommeRisarcitoria (esentasse)
Tribunale competenteCircondario dove si presta servizio

Come ottenere il risarcimento: serve un ricorso

Per ottenere il risarcimento per abuso di contratti a termine, è necessario presentare un ricorso presso il tribunale del circondario in cui il docente presta servizio. Nel Torinese, dove si stimano tra 1.200 e 1.300 insegnanti di religione tra ruolo e incarichi annuali, sono già diverse decine le cause patrocinate con esito positivo. Le somme riconosciute sono parametrate tra 4 e 24 mensilità, secondo i criteri indicati dalla giurisprudenza.

La questione riguarda in particolare quei docenti che, prima dell’ultimo concorso bandito nel 2024, hanno lavorato per anni con incarichi annuali dal 1° settembre al 31 agosto senza possibilità di stabilizzazione. Le sentenze stanno quindi tracciando un orientamento chiaro: quando il precariato supera il limite legale dei 36 mesi in assenza di concorsi, il docente può chiedere un risarcimento. Resta ora da capire quanti altri insegnanti di religione sceglieranno di intraprendere la via giudiziaria nei prossimi mesi.