assistenti-documenti
assistenti-documenti

Si tratta di una questione già nota da tempo, seppur non presa seriamente in considerazione dagli ‘addetti ai lavori’. Stiamo parlando del personale ATA, via via ridimensionato negli anni, giustificando i tagli a seguito del progressivo calo demografico. L’ultimo intervento contenuto nella Legge di Bilancio 2025 vede un’ulteriore riduzione di 2.174 unità nell’a.s 2026/27. Ma se da un lato si continua ad incidere quantitativamente sull’organico, su altro fronte si assiste ad un esasperato aumento di carichi di lavoro e responsabilità. Il personale ATA si sente ormai ridotto allo stremo. Alla luce di ciò non mancano sfoghi e appelli affinchè si possa sanare questa criticità.

Personale ATA: “La realtà vissuta nelle scuole viene spesso ignorata”

C’è chi parla di ‘paradosso‘. E del resto il termine può dirsi azzeccato, se consideriamo come si stia assistendo ad un divario tra i tagli del personale ATA e la concomitante esplosione delle responsabilità burocratiche e digitali. Ai lavoratori ATA si chiede sempre più, senza adeguati stipendi e senza adeguata formazione. Questo personale viene spesso lasciato allo sbaraglio, in preda a novità e aumenti di carichi di lavoro anche gravosi. La questione, seppur portata più volte alla ribalta, viene relegata ai margini del dibattito pubblico, senza un reale interesse politico.

Su questa problematica induce alla riflessione il post di un lavoratore ATA che, su facebook, nelle scorse ore, ha descritto da vicino ogni criticità:

“Negli ultimi 15-20 anni il personale ATA della scuola italiana è stato progressivamente ridotto, giustificando i tagli con il calo demografico e la diminuzione degli studenti. Ma c’è una realtà che troppo spesso viene ignorata. La scuola di oggi non è più quella di vent’anni fa. Le segreterie scolastiche gestiscono ogni giorno:

  • PNRR,PN 21-27, PON;
  • PASSWEB;
  • piattaforme ministeriali;
  • privacy e GDPR;
  • rendicontazioni europee;
  • contratti;
  • acquisti digitali;
  • sicurezza;
  • procedure totalmente informatizzate.

Le scuole sono diventate vere e proprie micro-amministrazioni pubbliche, con responsabilità enormemente aumentate. Eppure gli organici ATA continuano a diminuire. Il risultato?

  • Segreterie sotto organico
  • Carichi di lavoro insostenibili
  • Stress lavorativo crescente
  • Collaboratori scolastici insufficienti
  • Difficoltà organizzative quotidiane

Il problema è semplice: meno studenti non significa automaticamente meno lavoro amministrativo. Anzi, il carico burocratico nelle scuole è aumentato in modo enorme. Invito tutti i colleghi, il personale scolastico, e chiunque abbia a cuore la scuola pubblica a riflettere su questa situazione e a non restare in silenzio. È importante denunciare queste criticità alla stampa, agli organi istituzionali e ai mezzi di informazione, affinché se ne parli finalmente a livello nazionale.

Purtroppo la categoria ATA viene troppo spesso dimenticata, nonostante rappresenti una componente fondamentale per il funzionamento quotidiano delle scuole italiane. La scuola pubblica non può continuare a reggersi solo sul sacrificio silenzioso del personale.”

La risposta Anief: “Agire come categoria compatta”

Sul problema è intervenuto in risposta Alberico Sorrentino (Anief): “La narrazione del “calo demografico” come giustificazione ai tagli è un paradosso logico e amministrativo. Se diminuiscono gli alunni, non diminuiscono affatto le scadenze del PNRR, le complessità di Passweb o il carico delle rendicontazioni europee. Anzi, la scuola si è trasformata in una micro-amministrazione complessa, ma con organici rimasti all’epoca della carta e del calamaio. (…) Dobbiamo fare un passo in avanti. (…) Perché questa denuncia diventi forza politica e contrattuale, dobbiamo trasformare la frustrazione in massa critica organizzata. Ecco cosa dobbiamo fare a mio avviso:

  • superare le singole bandiere: la valorizzazione del personale ATA non ha colore sindacale. Dobbiamo agire come categoria compatta. Se ci muoviamo in ordine sparso, siamo invisibili; se ci muoviamo come blocco, siamo indispensabili.
  • Dalle piazze virtuali alle assemblee: dobbiamo riportare questo dibattito nelle strutture sindacali e, soprattutto, nelle assemblee. È lì che si costruisce la consapevolezza e si preparano le rivendicazioni da portare ai tavoli del MIM e nelle contrattazioni d’istituto.
  • Far emergere il ‘sommerso’: dobbiamo smettere di sopperire con il sacrificio silenzioso alle carenze strutturali. Bisogna quantificare e denunciare formalmente il carico di lavoro, rendendo evidente che senza il personale ATA la scuola dell’era digitale semplicemente si ferma.

Comportiamoci da categoria organizzata. Solo così la nostra voce non sarà più solo uno sfogo, ma un atto di dignità professionale che nessuno potrà più ignorare.”