Una nota firmata da Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, fornisce degli importanti chiarimenti sulla dibattuta questione riguardante le certificazioni informatiche nell’aggiornamento GPS 2026/28. Il chiarimento arriva dopo le critiche sollevate dall’onorevole Elisabetta Piccolotti, che aveva parlato di una possibile penalizzazione per i docenti in possesso di certificazioni conseguite negli anni precedenti.

GPS 2026 e certificazioni informatiche, le precisazioni del MIM: “Punteggi già acquisiti sono confermati”

Nella nota ministeriale si precisa che “non risponde al vero” l’ipotesi di un mancato riconoscimento delle certificazioni informatiche conseguite in passato. Chi aggiorna la propria posizione nella domanda per le Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2026/28 continuerà a vedere confermato il punteggio già ottenuto per titoli regolarmente valutati dall’amministrazione. Il nuovo sistema, che lega l’attribuzione del punteggio alle certificazioni rilasciate secondo i framework internazionali DigComp 2.2 e DigCompEdu, da enti accreditati presso ACCREDIA, opererà per il futuro. Pertanto:

  • chi è già inserito in graduatoria mantiene il punteggio maturato;
  • chi intende incrementare il punteggio dovrà conseguire certificazioni conformi ai nuovi standard;
  • chi si inserisce per la prima volta nelle GPS dovrà attenersi integralmente al nuovo regime.

Standard internazionali e lotta ai “titoli facili”

Il Ministero motiva la scelta con un’esigenza di innalzamento qualitativo e di allineamento agli standard europei sulle competenze digitali. L’obiettivo è quello di garantire maggiore omogeneità e trasparenza nella valutazione dei titoli. Nel documento si richiama anche il tema dei cosiddetti “titoli facili”, finiti negli ultimi anni al centro di polemiche politiche, prese di posizione sindacali ed inchieste giornalistiche. Limitare il riconoscimento alle certificazioni rilasciate da enti accreditati rappresenterebbe uno strumento di contrasto ad eventuali distorsioni del sistema. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, inoltre, respinge l’accusa di voler favorire interessi di lobby, ribadendo che la linea adottata è coerente con l’impianto normativo vigente.

Coerenza con CCNL e parere del CSPI

Nel chiarimento si richiama l’ultimo CCNL scuola, che per il personale amministrativo prevede certificazioni rilasciate da soggetti riconosciuti da ACCREDIA come requisito professionale di accesso ai ruoli. Infine, viene citato il parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, che avrebbe espresso una valutazione positiva sull’impostazione adottata dall’amministrazione, arrivando persino a proporre un incremento del punteggio per le certificazioni conformi ai nuovi standard.