In occasione dell’ultima informativa del Ministero dell’Istruzione e del Merito sullo stato delle assunzioni di docenti e personale ATA per l’anno scolastico in corso, l’ammistrazione centrale ha fornito i dati ufficiali sulle immissioni in ruolo e sull’andamento dei concorsi a cattedra. I sindacati, però, hanno espresso un giudizio severo sull’operato, sottolineando l’eccessivo ricorso alla precarietà, sia per i docenti che per il personale ATA.
Reclutamento docenti, quali prospettive per il ‘dopo PNRR’: le posizioni dei sindacati
Gianna Fracassi, segretaria generale di FLC-CGIL, ha dichiarato: “I contratti a termine rilevati a settembre sono già 182.000, di cui 121.000 nel sostegno”. Secondo la leader di FLC-CGIL, le assunzioni disposte a seguito dei primi due concorsi PNRR hanno lasciato scoperti 23.200 posti, ovvero più del 40 % di quelli teoricamente utilizzabili. Inoltre, la conferma sui posti di sostegno da parte delle famiglie ha riguardato soltanto il 24 %, lontanissimo dall’obiettivo di continuità didattica.
UIL: “Precarietà ormai strutturale, serve piano straordinario”
Giuseppe D’Aprile, segretario generale UIL Scuola Rua, denuncia che “la scuola italiana si regge sulla precarietà“. I numeri parlano chiaro: al 24 settembre ci sono 182.641 contratti a termine (posti comuni e sostegno), di cui 76.100 nel sostegno e 44.926 conferme legate alle scelte delle famiglie. Relativamente alle assunzioni a tempo indeterminato, su 48.504 posti autorizzati, i docenti effettivamente assunti al 24 settembre sono stati 29.685, con la previsione di altri 4.403 entro dicembre 2025. Di questi, 18.566 derivano dalle procedure PNRR, mentre 1.821 provengono dagli idonei del concorso 2020. Le assunzioni per gli insegnanti di religione cattolica (IRC) si fermano a 6.022. Per la UIL, il modello vigente è insostenibile: in vista del ‘dopo PNRR‘, serve un piano straordinario che preveda il pieno utilizzo delle graduatorie, comprese quelle degli idonei, nonché l’apertura delle GPS come ulteriore accesso al ruolo. L’obiettivo è quello di trasformare l’“organico di fatto” in “organico di diritto” e porre fine alla gestione emergenziale che si ripete ogni anno.
CISL: “I concorsi non bastano”
Anche CISL Scuola riconosce che il fabbisogno non è del tutto coperto: “Resta scoperto circa il 40 % dei posti”. Per questo, il sindacato guidato da Ivana Barbacci chiede l’attivazione del doppio canale, assumendo dalle graduatorie concorsuali (inclusi gli idonei) e proseguendo con le GPS: un modello che, secondo la CISL, valorizza la professionalità dei precari e riconosce il loro contributo al funzionamento annuale della scuola.
Il giudizio di Anief e Gilda
Anche Anief punta sul “doppio canale di reclutamento“. Dopo aver ricevuto le tabelle ministeriali relative alle immissioni in ruolo, il sindacato di Marcello Pacifico ha rilevato che restano 14.000 posti da coprire tramite graduatorie del PNRR2. Pacifico ha avvertito che non tutti saranno coperti, poiché alcune graduatorie sono già esaurite, e ha ribadito l’urgenza di attivare un canale parallelo al concorso. Antonio Antonazzo, per Gilda, evidenzia che su 48.000 posti (comuni e sostegno) sono state assunte meno di 30.000 persone, con un margine di 14.000 posti non utilizzati rispetto alle autorizzazioni. Per Gilda, il sistema “non funziona”: è urgente che i posti residui vengano usati per stabilizzare gli idonei del concorso 2020 e che si trasformi sistematicamente l’organico di fatto in diritto. Se questa strada fosse percorsa per cinque-sei anni, si potrebbe ridurre in modo consistente il precariato.
