Concorsi docenti, con l’avvio del terzo (contestatissimo) concorso PNRR, molti insegnanti precari si stanno domandando se il sistema dei concorsi scuola subirà una pausa o se si continuerà con nuove procedure di selezione. Le polemiche nascono soprattutto dal fatto che molti candidati che hanno partecipato ai primi 2 concorsi PNRR, pur essendo risultati idonei, non sono rientrati nel numero di posti banditi.
Reclutamento docenti, ancora concorsi a ripetizione dopo la conclusione della procedura PNRR?
I concorsi andranno incontro ad una pausa dopo la raffica dei tre concorsi PNRR banditi dal 2023 al 2025? Parlare di “stop ai concorsi”, oggi come oggi, è piuttosto improbabile, oltre che prematuro. Le ultime indicazioni lasciano intendere, infatti, che l’impianto attuale del sistema di reclutamento andrà avanti così anche se c’è l’intenzione di renderlo più stabile, coerente e meno frammentato rispetto ai bandi annuali imposti dal PNRR.
Verso un sistema di reclutamento più stabile: concorsi e secondo canale di reclutamento
Secondo quanto emerso dagli ultimi confronti tra il Ministero dell’Istruzione e i sindacati, l’obiettivo per i prossimi anni sarà quello di affiancare ai concorsi ordinari un secondo canale di reclutamento, in grado di valorizzare anche l’esperienza di servizio maturata nelle scuole, e non soltanto i titoli abilitanti. Questa idea, nota come “doppio canale”, si basa sulla combinazione tra i concorsi tradizionali e le graduatorie GPS, con lo scopo di superare le rigidità del modello PNRR, che ha previsto procedure annuali e scadenze serrate.
Il “doppio canale di reclutamento” anche per le assunzioni su posto comune?
Allo stato attuale è difficile formulare previsioni attendibili sulla riforma del reclutamento nella scuola. In Parlamento, infatti, sono depositati diversi disegni di legge (come il DDL Bucalo) che mirano a ridisegnare le modalità di accesso ai ruoli del personale docente, ma nessuno sembra ancora in dirittura d’arrivo. L’unica certezza, al momento, è che l’attuale meccanismo di reclutamento — pur restando sostanzialmente invariato — potrebbe essere reso meno complesso e più stabile rispetto ai bandi annuali imposti dal PNRR, che hanno mostrato tutti i loro limiti in termini di rigidità e tempistiche.
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, in linea con quanto annunciato anche dal Governo, avrebbe intenzione, come detto poc’anzi, di affiancare ai concorsi ordinari un secondo canale di reclutamento, per valorizzare l’esperienza di servizio maturata nelle scuole. L’obiettivo sarebbe quello di dare vita a un “doppio canale” fondato sulla combinazione tra i concorsi tradizionali e le graduatorie GPS, da cui attingere per le assunzioni a tempo indeterminato. Una soluzione che punta a contrastare la crescente precarietà, considerando che oggi si contano oltre 200 mila contratti a termine tra posti comuni e di sostegno, di cui ben 80 mila sul sostegno.